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Il pane nella storia
Frammenti di pane non lievitato sono stati rinvenuti negli scavi che hanno riportato alla luce alcuni tra i più antichi insediamenti di palafitte d'Europa.
Preparazioni a base di sfarinati cotti sono state utilizzate come cibo fin dalla preistoria. Il primo pane era probabilmente costituito da ghiande frantumate e
mescolate ad acqua, sottoposte poi a riscaldamento, naturale o artificiale, per creare una sorta di focaccia.
Gli antichi egizi utilizzavano forni per la cottura già prima del 2000 a.C. e si ritiene che abbiano scoperto il processo della fermentazione (ovvero la
lievitazione del pane grazie alla pasta madre o al lievito di birra) in modo casuale. A Roma i primi forni pubblici furono istituiti durante il periodo
repubblicano.
Il commercio dei prodotti da forno iniziò durante il Medioevo, quando si incominciarono a produrre molte varietà di pane.
La condizione sociale aveva ripercussioni sul tipo di pane consumato: i ceti più abbienti mangiavano pane bianco, mentre la maggior parte della popolazione
poteva permettersi solo quello nero. Fino alla fine del XIX secolo era prodotto principalmente in casa o nei piccoli forni locali dei villaggi; successivamente
la forza delle braccia è stata gradualmente sostituita da macchinari sempre più sofisticati. Ai nostri giorni i panificatori utilizzano impastatrici, nastri
trasportatori, forni elettrici e macchinari per raffreddare, affettare e confezionare il pane. 
Ai consumatori viene oggi anche proposto un pane semilavorato e surgelato per l'uso domestico, così da poterlo avere sempre pronto da sfornare.
Data la crescente attenzione riservata a un'alimentazione corretta, si assiste oggi a una rivalutazione e a un consumo sempre più diffuso del pane integrale,
più ricco di fibre e di principi nutritivi. In qualsiasi caso in una corretta dieta alimentare il pane il pane dovrebbe sempre essere presente .
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